CREA: Comunicato incontro sindacale del 7 settembre 2026
In data 7 settembre 2026, alle 10:00 si è svolta una riunione, con le rappresentanze sindacali, presso la biblioteca della sede di via della Navicella 2 – 4, indetta dalla DG Dr.ssa Zaganelli, con il seguente ordine del giorno:
- Definizione criteri generali per le progressioni economiche art 15 del CCNL 7.04.2006;
- Varie ed eventuali
Definizione criteri generali per le progressioni economiche art 15 del CCNL 07/04/2006
Questo punto all’ordine del giorno ha monopolizzato il dibattito per la quasi totale durata della riunione. L’Amministrazione ha voluto presentare e discutere con le sigle sindacali i criteri generali per le progressioni economiche dei ricercatori.
Con la sua relazione introduttiva, la Dr.ssa Zaganelli ha fornito delle indicazioni di carattere generale sui passi che l’Amministrazione vuole compiere nei prossimi mesi. Se ne riportano di seguito gli aspetti più salienti:
- È ferma volontà dell’Amministrazione rispettare la biennalità delle procedure concorsuali con la pubblicazione di un bando che preveda titoli posseduti al 1° gennaio 2026 (e con probabile decorrenza economica al 1° gennaio 2027;
- Le risorse finanziarie disponibili saranno usate prevalentemente se non esclusivamente per i passaggi dal II al I livello;
- Si ipotizza di fare dei bandi nazionali e non più suddivisi per Centri;
- I bandi non sarebbero più unici ma articolati in funzione delle principali attività dell’Ente (a carattere puramente semplificativo e solo come spunto per la discussione si è parlato di bandi per la Ricerca Scientifica, per la Ricerca Istituzionale e per il Trasferimento Tecnologico);
- Si propone di ridurre significativamente il numero di titoli che possono essere presentati, per rendere più agevole e veloce il compito delle commissioni di valutazione;
- Si ritiene necessaria l’introduzione del colloquio per consentire un approfondimento delle competenze dei candidati.
Si è aperto successivamente un dibattito fra i presenti che ci ha portato ad esprimere sia il nostro apprezzamento che le nostre perplessità ed il nostro disaccordo su alcune questioni specifiche.
In particolare, apprezziamo la volontà dichiarata della Dr.ssa Zaganelli di mantenere la biennalità delle procedure concorsuali per i passaggi di livello. Non è la prima volta che lo dichiara e noi ne siamo contenti perché riteniamo che avere la sicurezza di poter ripetere il concorso ogni due anni riduca notevolmente la frustrazione e forse anche i ricorsi dei candidati che non hanno vinto.
Apprezziamo inoltre la volontà di utilizzare i rapporti dei presidenti delle commissioni dei concorsi appena conclusi per migliorare i criteri di valutazione dei candidati.
Infine, apprezziamo che sia intenzione dell’Amministrazione dedicare più risorse per i passaggi dal II al I livello, per compensare le scarse risorse a loro destinate nel precedente concorso. Su questo punto, però ci sentiamo anche di dire che, in ogni caso, anche i ricercatori di III livello hanno diritto al mantenimento di una cadenza biennale dei concorsi, come espressamente riportato nel contratto nazionale.
Su tutto il resto, siamo molto perplessi e critici. Di seguito, riportiamo le motivazioni delle nostre perplessità e dei nostri dubbi su quanto proposto dall’Amministrazione.
- Il concorso nazionale e non per Centro, a nostro avviso, aumenterebbe di gran lunga le problematiche, già riscontrate nei Centri multidisciplinari, della presenza di competenze in Settori Scientifici Disciplinari (SSD) molto diversi. Noi riteniamo che, se all’interno del proprio Centro i colleghi continuano a confrontarsi fra pari, più facilmente possano avere riconosciuto il proprio valore. Se il concorso invece è a livello nazionale, il rischio è che possano essere penalizzati.
- Un concorso articolato nelle diverse attività dell’Ente non corrisponde alla professionalità del ricercatore che risulta dalla lettura della Carta Europea dei Ricercatori: una figura complessa che svolge attività di ricerca scientifica, di ricerca istituzionale e di trasferimento tecnologico, di tutoraggio e di docenza. Le griglie dei criteri utilizzate nei concorsi che si sono appena conclusi non vanno bene e necessitano una revisione anche profonda (oltre a dover essere note nel dettaglio al candidato in fase di caricamento della propria domanda sulla piattaforma Demetra), ma rispecchiano meglio le principali competenze richieste ai ricercatori/tecnologi.
- La riduzione del numero dei titoli rischia un appiattimento verso il basso del valore dei ricercatori/tecnologi.
- Il colloquio invece inserisce un elemento di discrezionalità inaccettabile. Per anni, ricercatori e tecnologi dell’Ente si sono battuti contro i colloqui con la commissione valutatrice perché le valutazioni di una commissione sono sempre soggettive e non consentono mai, a nostro parere, la terzietà e trasparenza garantita da titoli il cui valore è deciso e noto in fase di pubblicazione di un bando.
Quanto viene proposto, anche se, ribadiamo, stiamo discutendo solo dei criteri generali, ci sembra uno stravolgimento dei criteri di valutazione delle carriere dei ricercatori e tecnologi di cui non vediamo la necessità.
Come già scritto, niente è stato ancora deciso, ma l’Amministrazione ha dei tempi molto stretti.
Invitiamo i ricercatori e tecnologi a partecipare attivamente al dibattito, a coinvolgere le Giunte dei Ricercatori dei diversi Centri che dovranno far pervenire alla Direzione Tecnico Scientifica le proprie opinioni. Riteniamo inoltre utile che tali opinioni vengano trasmesse, per conoscenza, anche ai nostri rappresentanti eletti nel Consiglio Scientifico.
Riteniamo che una mobilitazione dal basso che utilizzi gli strumenti democratici di cui il CREA è dotato non possa che far bene e, per certi versi facilitare anche il compito dell’Amministrazione a cui continueremo a dare, pur nella diversità delle opinioni, il nostro contributo per il miglioramento della vita lavorativa all’interno dell’Ente.
Varie ed eventuali
L’Amministrazione ci ha comunicato che con i fondi previsti per il CREA dall’approvazione del disegno di legge “ColtivaItalia” potrebbero essere resi disponibili nel 2027, circa 3.000.000 € per il reclutamento di giovani ricercatori e tecnologi.
Guido Bonati
Responsabile FGU- CREA

